Dalla parte giusta
Reduce dall’ennesimo successo nei panni della supereroina Mighty in “Thor: Love and Thunder”, l’abbiamo raggiunta per farci svelare qualcosa in più di questo fantastico set targato Marvel Studios, e dei suoi pensieri su diritti e futuro
Paragonata all’indimenticabile Audrey Hepburn per la sua bellezza elegante e il suo fascino senza tempo, Natalie Portman è una delle attrici più amate e talentuose degli ultimi anni che ha saputo costruirsi una eccellente carriera, dimostrando bravura e versatilità. -taglio-Nata in Israele ma trapiantata negli Stati Uniti, a soli 13 anni viene ingaggiata per il suo primo ruolo da protagonista in “Léon”. Da allora non si è fermata più. Il suo curriculum vanta titoli come “Closer”, “V per Vendetta”, “Tutti dicono i love you”, la trilogia prequel di “Star Wars”. E se la carriera va a gonfie vele, altrettanto si può dire della sua vita privata: sposata col ballerino e coreografo Benjamin Millepied, conosciuto sul set de “Il cigno nero” – film che le ha permesso di aggiudicarsi nel 2011 un Premio Oscar come “Miglior attrice protagonista” – è anche mamma di due splendidi bambini: Aleph e Amalia. Un momento d’oro per Natalie Portman che si gode il successo di “Thor: Love and Thunder” - film campione d’incassi dei Marvel Studios diretto da Taika Waititi sbarcato recentemente al cinema – in cui interpreta il doppio ruolo della scienziata Jane Foster e della supereroina Mighty Thor. Natalie, cosa ti ha convinto a prendere parte a questo film? “Uno dei motivi principali è stato sicuramente la possibilità di essere diretta da Taika Waititi. Lui porta con sé tanta creatività e spontaneità che coinvolge tutto il set. Ci ha ricordato di continuo, specialmente in questo momento storico veramente difficile, di affrontare la vita con leggerezza. Ha un senso dell’umorismo che ha sempre rispetto degli altri: è un chiaro segno di intelligenza.” Com’è stato lavorare con lui? “Di solito arrivo sul set preparata, so già cosa mi aspetta. Taika, invece, ha chiesto a tutti di dimenticare ogni cosa, di improvvisare quanto più possibile: un po’ mi ha agitato (ride, ndr). Facendo così abbiamo riscoperto il privilegio di fare questo mestiere, l’attore: avere l’opportunità di giocare e fare dell’immaginazione il proprio punto di forza.” Come descriveresti Jane, il personaggio che interpreti? “Per me è molto difficile rapportarmi con delle figure così dure come lei. Ammiro chi ha qualità come quelle di Jane ma non mi appartengono. Lei è più vera e anche più femminista. Ha sì dei dubbi e delle debolezze ma, al tempo stesso, è tosta e potente.” Dovrebbero esserci più supereroine come lei sul grande schermo? “Nel corso degli ultimi anni sono stati fatti progressi molto importanti perché oggi ci sono molti più modelli di questo tipo ma indubbiamente non basta ancora. Dovrebbe essere la norma: non dovremmo più sorprenderci che una donna abbia un ruolo del genere. È un messaggio molto importante anche per i più giovani, che possono riconoscersi nei supereroi a prescindere dal loro genere.” Hai sempre lottato per la parità dei diritti tra gli uomini e le donne… “Sono figlia unica e sin da bambina sono stata educata all'insegna di valori come il rispetto per il mio prossimo, indipendentemente da quale fosse il suo sesso. E lo stesso, io e mio marito, facciamo oggi con i nostri figli, consapevoli del fatto che saranno i veri protagonisti del mondo di domani. E’ inconcepibile che, al giorno d'oggi, si debba ancora lottare per qualcosa che dovrebbe essere la cosa più naturale del mondo. Non è giusto che un determinato ruolo non venga assegnato per motivi legati a meritocrazia mentre, invece, continui a esserlo per il proprio sesso. Io credo che le cose possano finalmente cambiare, una volta per tutte, soltanto compiendo delle piccole azioni nel proprio quotidiano. Passo dopo passo, se tutti cominciamo a cambiare il modo di fare e di pensare, la situazione potrebbe via via migliorare.” Che progetti hai per il futuro? “Voglio mettermi in gioco su più fronti. Sento la necessità di impegnarmi in nuove sfide e di far sentire la mia voce su tematiche diverse. Vorrei tornare alla regia ma è ancora tutto in uno stato embrionale. Attualmente sto producendo Lady in the Lake, una serie per Apple TV+. Sono incuriosita dai diversi punti di vista femminili e alle loro esperienze: scrittrici italiane come Natalia Ginzburg ed Elena Ferrante sono state una grande fonte di ispirazione per la mia formazione.” Che rapporto hai con il nostro Paese? “È nota la mia passione per l'Italia: amo i colori, i profumi e i sapori. Non ci sono parole per descrivere il calore della gente, la loro accoglienza e disponibilità. In passato, sono stata in Italia non solo come turista ma anche per lavoro e ammetto che, grazie a tutta quella bellezza che mi circondava, era come se non sentissi la fatica quando ero sul set. Per questo, Ogni volta che torno negli Stati Uniti, non vedo l’ora di poter tornare a perdere il mio sguardo tra le bellezze di Roma o la magia delle campagne toscane.”