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Le illusioni del potere

di Pasquale Matrone

Numero 246 - Dicembre-Gennaio 2024


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Il potere fa quasi sempre uso di una retorica mirata a dissimulare anomalie e limiti dei motivi atti a legittimarne il ruolo: ricorre a una narrazione non provata dai fatti, ma solo veicolata da illusioni consolanti il cui unico scopo è quello di persuadere il popolo di essere guidato dai migliori.



Ma non si può rimanere ancorati alle illusioni, per rasserenanti che siano. Occorre svegliarsi, varcare i confini delle parole, investigare; setacciare il lavoro dei titolari delle istituzioni, per reperirne tracce e conferme nella realtà e nei documenti. Gli stati e i loro governanti non sono agenti morali. La gente comune, invece, lo è. Ed è per questo che ha il diritto e il dovere di prendere in mano la propria vita, di esaminare l’opera del sistema politico che ne gestisce equilibri e destino alla luce degli stessi principi etici con cui valuta tutti gli altri. L’etica, infatti, ha fondamenta deboli se non saldamente ancorata al principio di universalità. Ad affermarlo è Noam Chomsky, studioso di grammatica trasformazionale nonché artefice di una rielaborazione critica e innovatrice della linguistica e della sua funzione insostituibile per una lettura rigorosa della realtà. Evitando di lasciarsi abbagliare dalla retorica di cui fanno uso, è necessario esaminare e valutare le azioni dei politici con attenzione. Questo perché ciascun membro della società, oltre che di quello personale, è responsabile anche del futuro degli altri; per lo stesso motivo, qualsiasi rivendicazione morale del singolo vale solo se non disgiunta dal pieno rispetto del principio di universalità.

Tale principio, perciò, diventa punto di riferimento, fonte di luce adatta a svelare le vere coordinate dell’etica a cui il potere si ispira nonché eventuali imposture celate dalla retorica di cui lo stesso si ammanta. Occorre, dunque, imparare a individuare le illusioni consolanti del potere e a smascherare le strategie comunicative (simboli, immagini, parole…) con cui i padroni dell’umanità, che si spartiscono il mondo e le sue risorse, riescono a guadagnarsi il consenso delle masse. E ciò allo scopo di comprendere le radici, i crimini e gli intenti sottesi ai grandi conflitti che ancora sconvolgono la terra. Il momento è tragico, ma è ancora possibile progettare un avvenire di pace, facendo leva sulle risorse della ragione e su una presa di coscienza collettiva della necessità di restituire valore alla verità riscoprendone, soprattutto, l’universalità della dimensione etica.



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